Consolato Onorario della Repubblica Ceca

per la Toscana

Archive for Maggio 2008

10° Anniversario del Gemellaggio FIRENZE e CRACOVIA

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10° Anniversario del Gemellaggio

tra le città di

FIRENZE e CRACOVIA

 

Il Sindaco di Firenze, Leonardo Domenici
e
L’Assessore ai Gemellaggi, Eugenio Giani

sono lieti di invitarLa

Alle manifestazioni che si terranno
in occasione del

10° Anniversario della
Formalizzazione del Gemellagio
tra le città di

Firenze e Cracovia

Interverrà l’Ambasciatore dell Repubblica di Polonia in Italia,
Michal Radlicki
Sarà presente il Sindaco di Cracovia;
Prof. Jacek Majchrowski

 

Programma: Martedì 18 ottobre 2005

ore 10.30
Palagio di Parte Guelfa, Piazetta di Parte Guelfa, 1 – Firenze

inaugurazione della mostra di fotografia, grafica d’arte, scultura e progettazione architettonica “Cracovia Totus Poloniae Celeberrima Atque Amplissima Regia Atque Akademia Insignis” a cura dell’Istituto di Storia dell’Architettura e di Progettazione Architettonica di Cracovia

ore 12.00
Stadio Comunale Artemio Franchi, Viale Manfredo Fanti, 4 – Firenze
Ingresso Tribuna Autorità

Cerimonia di posa della lapide commemorativa dedicata al Santo Padre Karol Wojtyla Papa Giovanni Paolo II in occasione della Sua visita a Firenze del 18 ottobre 1986

in rappresentanza dell’Arcidiocesi sarà presente Mons. Alberto Alberti, Direttore dell’Ufficio per i pellegrinaggi, tempo libero, turismo e sport.

 

Written by caterina

Maggio 26, 2008 alle 2:57 pm

Pubblicato in Inaugurazioni e Mostre

Inaugurazione della mostra Comenius – un Europeo del XXI secolo 15 Novembre 2005

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Inaugurazione della mostra
Comenius – un Europeo del XXI secolo
Martedì 15 Novembre 2005
ore 15.00

Biblioteca Nazionale Centrale
Piazza dei Cavalleggeri, 1 – Firenze
la mostra resterà aperta fino al 30 Novembre 2005

ore 8.30 – 19.00 / lunedì – venerdì
ore 8.30 – 13.00 / sabato
chiuso / domenica

Jan Amos Komenský
(Comenius, Comenio)

scrittore e teorico della letteratura, filosofo, teologo, pedagogista ceco, fondatore della moderna scienza pedagogica. Personaggio di spicco della cultura ceca e europea del ‘600.
Jan Amos Komenský – Comenio nacque nel 1592 a Nivnice, in Moravia; fece parte della comunità religiosa “Unione dei Fratelli Boemi”, di cui fu anche senior (vescovo), la chiesa evangelica boema formatasi – sulla base della tradizione ussita – verso la metà del ‘400 – e costituitasi definitivamente nel 1467. L’adesione a questa comunità fu determinante sul suo vasto lavoro intellettuale. Finiti gli studi universitari alle Università di Herborn e Heidelberg svolse l’attività di insegnamento e di predicazione a Přerov e a Fulnek.
Dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620), che ha costituito un cambiamento profondo nella forma politica e amministrativa del regno di Boemia e che rappresenta soprattutto il punto di partenza dello sforzo per
distruggere la cultura dei cechi e per eliminare la loro lingua, il governatore
degli Asburgo a Praga, Karl von Liechtenstein, scacciò tutto il clero non cattolico. Cominciò il periodo di controriforma, particolarmente duro per la cultura ceca, spesso soprannominato “epoca dell’oscurità”, durante il quale
la lingua ceca scomparve gradualmente dagli uffici pubblici e dalle scuole. Gli Asburgo imposero al paese la monarchia ereditaria, la religione cattolica
e la lingua tedesca. Comenio fu “scacciato dalla sua chiesa, fra i primi nel 1621” (Epistola ad Montanum) e perse famiglia e proprietà, compresi libri e
manoscritti. Si rifugiò in Boemia presso il nobile protestante Karel di Žerotín.
In questo periodo compose le sue opere consolatorie, in cui manifesta il suo dolore e la sua angoscia per il suo destino personale e per la distruzione della sua nazione. Del 1623 é il trattato allegorico di educazione religiosa Labyrinthus mundi et palatium cordis (Labirinto del mondo e il Paradiso del Cuore) dove sulla base del tema classico – il mondo inteso come labirinto – Comenio sviluppa le proprie idee del rifugio nell’”unico centro di sicurezza” possibile, e cioè Dio. Il Labirinto, un eccellente esempio della prosa barocca, di altissime qualità stilistiche, rappresenta senz’altro l’opera più importante della letteratura ceca di tutti i tempi e in tutti gli aspetti dell’analisi letteraria, è un ottimo e inseparabile insieme di forma e di contenuto: come succede con altre grandi opere di prima importanza, anche il Labirinto, seppur letto e analizzato da secoli, offre sempre dei nuovi spunti per le ulteriori speculazioni analitiche. I lettori italiani possono apprezzare quest’opera d’arte nella recente traduzione in italiano curata da Tomáš Kubíček (Jan Amos Komenský, Il Labirinto del mondo e il Paradiso del Cuore, Silvio Berlusconi editore, 2002).
Dopo irrequiete peregrinazioni Comenio si creò una nuova famiglia e giunse a Leszno, in Polonia, dove divenne uno dei vescovi dell’Unione dei Fratelli Boemi. Inizia così il più fecondo periodo del lavoro intellettuale comeniano. Dal 1628 cominciò a redigere, in ceco, una delle sue opere più importanti, la Didattica Ceca (Česká didaktika), da lui stesso tradotta in latino col titolo Didactica Magna. Si dedicò con passione al problema dell’insegnamento delle lingue e nel 1631 pubblicò la Janua linguarum reserata (che poi fu stampata in ceco nel 1633), seguita da Methodus linguarum novissima. La Porta delle lingue é un libro di testo per l’insegnamento del latino che si presenta non solo come una raccolta di nozioni, ma come un’enciclopedia sistemata organicamente in cui le singole
cose sono rappresentate nel rapporto che le unisce. Grazie ai suoi lavori didattici e filosofici Comenio divenne famoso e fu invitato in Polonia, in Inghilterra (1641-1642), in Svezia (1642, 1646) e in Olanda (più volte e 1656 – 1670), in Prussia (1642-1648), in Ungheria (1650-1654).
Nel frattempo si dedicava all’elaborazione di un sistema unitario del sapere umano che anche lui come pure altri studiosi di quel tempo, chiamò “pansofia”: una sapienza universale che fosse un vero mezzo di conoscenza dell’intera enciclopedia del sapere. Dalle ricerche legate a studi per la realizzazione di questa idea nacquero diversi trattati, tra cui la Via lucis (scritta nel 1641 a Londra, ma pubblicata solo nel 1668).
Durante il suo ritorno a Leszno nel 1650, dopo la pace di Westfalia che ratificava la fine della Boemia, Comenio scrisse, in ceco, il testo che appartiene al più noti testi comeniani nell’ambiente ceco: il Testamento della madre morente, Unità dei Fratelli (1650), con il famoso messaggio di speranza: «Na tebe, národe Český a moravský, vlasti milá, zapomenouti také nemohu při svém již dokonalém se s tebou loučením,…Věřímť i já Bohu, že po přejití vichřic hněvu, hříchy našimi na hlavy naše uvedeného, vláda věcí tvých k tobě se zase navrátí, ó lide český.» («Nazione boema e morava, patria cara, neppure te posso dimenticare in questo mio ormai definito commiato… Ho fede anch’io in Dio che, passate le tempeste dell’ira abbattutasi per i nostri peccati sul nostro capo, il governo delle cose tue a te di nuovo ritornerà, o popolo ceco.» (traduzione tratta da: Jan Amos Comenio, Scritti teologici e artistici, a cura di Annalisa Cosentino e Alena Wildová Tosi, Claudiana, Torino 1999). È il messaggio che ha il posto particolare presso il popolo ceco e che fu molte volte richiamato, nel passato ma anche recentemente, nei giorni cruciali per i cechi.
Durante il soggiorno in Ungheria (1650-1654) scrisse l’Orbis sensualium pictus (Mondo delle cose sensibili figurato), che fu pubblicato, con il testo
latino-tedesco, nel 1658 a Norimberga, una piccola enciclopedia considerata dallo stesso Comenio uno strumento necessario per completare
e definire le proprie teorie pedagogiche ed i relativi propri progetti enciclopedici e pansofici. Per lui, la rappresentazione figurativa, strumento insieme didattico e enciclopedico, era indispensabile nell’insegnamento dei bambini: «…sarebbe molto utile per la scuola materna (scuola elementare) fare un libro di figure da mettere in mano ai bambini. A quest’età infatti si devono esercitare moltissimo i sensi in rapporto alle impressioni degli oggetti esterni e, fra questi, soprattutto la vista: … Un libro tale avrà tre scopi fondamentali: 1° rafforzare le impressioni delle cose, 2° invogliare le menti ancora tenere a cercare cose piacevoli in altri libri e 3° ad imparare a leggere più facilmente» (Didattica Magna, in Opere di Comenio, a cura di Marta Fattori, UTET Torino 1974). Durante il saccheggio e l’incendio della città di Leszno (1656) perse di nuovo i beni e insieme ad essi anche gli appunti per il Thesaurus linguae bohemicae cui lavorava da 40 anni. Riparò in Olanda dove (1656-1670) scrisse la Triste voce del pastore, scacciato dalla collera divina, al suo gregge disperso e morente. Pubblicò l’Opera didactica omnia e ristampò moltissime opere precedenti. Morí ad Amsterdam (Naarden) nel 1670.
Comenio trascorse gran parte della sua vita all’estero e per questo motivo
non potè essere utile, come era nel suo programma, alla sua nazione, impedita nel proprio sviluppo e separata dal resto del mondo dalla controriforma. Venne letto, consultato, studiato e diventò famoso all’estero, ma sul territorio ceco e moravo vi erano pochi contemporanei di Comenio che conoscevano le sue opere. Solo molto gradualmente, con l’arrivo dell’illuminismo e dopo, comincia nei paesi cechi un vero studio degli scritti comeniani. Il grande storico ceco František Palacký (1798 – 1876) stese la sua biografia soltanto nel 1829 apprezzando il valore delle opere comeniane redatte in ceco e la maturità e la bellezza della lingua comeniana; inoltre fece notare l’importanza universale della sua Didattica, conosciuta nelle altre parti d’Europa, ma quasi non presa in considerazione nei paesi cechi. Lo stesso Palacký attribuì a Comenio un posto di prima importanza nella letteratura ceca. Da allora l’interesse per Comenio di studiosi cechi fu coltivato sempre di più. Attualmente la comeniologia rappresenta una disciplina scientifica e Comenio appartiene agli autori più noti della letteratura ceca del passato.
Květoslava Rubešová
Breve storia della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze

La Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ha origine dalla biblioteca privata di Antonio Magliabechi, costituita da circa 30.000 volumi, lasciata nel 1714, secondo il suo testamento, “a beneficio universale della città di Firenze”. Nel 1737 fu stabilito per decreto che fosse depositato nella nuova Biblioteca un esemplare di tutte le opere che si stampavano a Firenze e dal 1743 in tutto il Granducato di Toscana. Nel 1747 fu aperta per la prima volta al pubblico con il nome di Magliabechiana. Negli anni seguenti la Biblioteca fu arricchita da numerosi lasciti e doni, a cui si aggiunsero poi le librerie ex monastiche incamerate a seguito delle soppressioni delle corporazioni religiose.

Nel 1861 la Magliabechiana venne unificata con la grande Biblioteca Palatina (costituita da Ferdinando III di Lorena e continuata dal suo successore Leopoldo II) ed assunse il nome di Biblioteca Nazionale e dal 1885 l’appellativo di Centrale. Dal 1870 riceve per diritto di stampa una copia di tutto quello che viene pubblicato in Italia.

Oggi la Biblioteca dispone di un patrimonio di oltre 5.300.000 volumi a stampa, 115.000 testate di periodici di cui circa 15.000 in corso, 3.700 incunaboli, 25.000 manoscritti, 29.000 edizioni del XVI secolo e circa 1.000.000 di autografi. Le scaffalature dei depositi librari coprono attualmente 105 Km  lineari, con un incremento annuo di 1 Km e 475 metri.Questa ricchezza fa della BNCF la più importante biblioteca italiana, nonché l’unica che possa documentare nella sua interezza lo svolgersi della vita culturale della Nazione.

La BNCF è anche sede pilota nella creazione del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN) che ha come obiettivo l’automazione dei servizi bibliotecari e la costruzione di un indice nazionale delle raccolte librarie possedute dalle biblioteche italiane.

 
 

 

 

 

Written by caterina

Maggio 26, 2008 alle 2:44 pm

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Inaugurazione della Mostra Fotografica di Ladislav Pouzar Český Krumlov – Tra Passato e Presente 25 Agosto 2005

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Inaugurazione della Mostra Fotografica di Ladislav Pouzar
Český Krumlov – Tra Passato e Presente

Giovedì 25 Agosto 2005
ore 18.00

Sala della Cancelleria
Via San Matteo 24, San Gimignano
La mostra resterà aperta fino al 1 Settembre 2005

periodo di apertura:
25 Agosto – 1 Settembre 2005, ore 16.00 – 19.30
Intervento dell’autore

Český Krumlov una delle affascinanti città storiche boeme meglio conservate, riconosciuta e protetta dall‘Unesco già dal 1992. Città di impianto medievale, con un magnifico castello – palazzo circondato da maestosi giardini, un autentico e vivace centro storico con archi e ponti medievali, case borghesi con preziose pitture gotiche e graffiti.

In passato città di nobili e alchimisti, architetti e artisti di fama internazionale (per esempio Egon Schiele a cui è dedicato il centro d’arte).

Oggi un centro vivace, colorato e pieno di iniziative culturali importanti, anche di taglio internazionale.
Nel agosto 2002 la città è stata alluvionata dal fiume Moldava che poi ha continuato, in quel mese infelice, i suoi „danni“ anche su Praga. Il centro storico è stato quasi letteralmente „sommerso“ dall’acqua, alcuni ponti sono stati spazzatti via, i piccoli negozi nei caratteristici vicoli stretti sono stati pieni d’acqua quasi fino al soffitto, la città era in ginocchio.

E da qui a un anno Český Krumlov è rinato, le case sono tornate belle e colorate come prima, i negozi sono stati ripuliti dal fango e dall’acqua, i ponti e le strade sono state ricostruite. Un anno di distanza e non si nota niente di quel sfortunato agosto.
Allora da qui nasce l’idea di organizzare la mostra di questa piccola ma importante e bellissima città della Boemia Meridionale, città che ha tante cose in comune con la Toscana, cominciando dalla sua architettura rinascimentale e finendo con la pagina meno felice – dell’alluvione.

Zdenka Skorunkova Dati

Written by caterina

Maggio 26, 2008 alle 2:41 pm

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Concerto dei Migliori Diplomati del Conservatorio di Musica di Praga Lunedì 23 Maggio 2005

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concerto dei Migliori Diplomati del
Conservatorio di Musica di Praga

Lunedì 23 Maggio 2005
ore 21.00

Istituto Universitario Europeo
Villa Schifanoia
Sala delle Bandiere
Via Boccaccio, 121
Firenze

 

E’ passato ormai un anno dal momento in cui la Comunità Europea si è allargata ad altri dieci paesi: in questi ultimi mesi anche l’Italia ha avuto numerose possibilità di conoscere la varietà e la ricchezza della storia e della cultura dei nuovi stati membri. Uno dei portabandiera della musica ceca all’estero e in Italia in particolare è il Conservatorio di Praga. Dopo una tournée dell’ ottobre scorso, tornano a Firenze altri giovani musicisti, allievi e diplomati di questo istituto che vanta una lunga tradizione.

 

PROGRAMMA
Jana Kačírková – soprano /JK/
Adam Plachetka – basso /AP/
Ivana Veberová – soprano /IV/

***
Antonín Dvořák
Milostné písně (= Canti d’amore) IV+JK
aria di Vodník (Rusalka) AP
aria di Rusalka (Rusalka) IV

Bedřich Smetana
aria di Karolina (Le due vedove) JK
aria di Bonifacio (Tajemství) AP
aria di Mařenka (La sposa venduta) IV

Giuseppe Verdi
aria di Gilda (Rigoletto) JK
aria di Filippo (Don Carlos) AP
aria di Elvira (Ernani) IV

Alexandr P. Borodin
aria del principe Igor (Il principe Igor) AP

Wolfgang A. Mozart
aria di Zerlina JK
aria di Don Giovanni AP

***

accompagna al pianoforte il Maestro Radomír Melmuka

 

Adam Plachetka – basso /AP/
Nato nel 1985, frequenta la classe del professore Löbl; nonostante la giovanissima età si esibisce nell’Opera di Stato di Praga nelle opere Così fan tutte, Il flauto magico, Carmen, Turandot e La Traviata. Nel 2001, in occasione del centesimo anniversario del Premio Nobel, si è esibito a Oslo. Attualmente canta nel Messiah di Händel e nelle Nozze di Figaro nel Teatro di Carlsbad. Nel Teatro Nazionale ha studiato il ruolo di Mícha nella Sposa venduta. Vincitore del concorso “Il cantante praghese”, del Concorso dei conservatori a Kroměříž e del Concorso internazionale di Antonín Dvořák a Carlsbad.

Jana Kačírková – soprano /JK/
Nata nel 1982, frequenta la classe della professoressa Soběhartová. Come membro del coro Jitřenka di České Budějovice ha fatto tournée negli Stati Uniti, Spagna, Svezia e Grecia. Ha studiato privatamente con la prof. L. Domanínská. Ha registrato un CD, accompagnata dalla Filarmonica della Boemia Meridionale.

Ivana Veberová – soprano /IV/
Nata nel 1984, sta per diplomarsi al Conservatorio di Praga nella classe della professoressa Denygrová. Vincitrice del Concorso delle scuole artistiche a Liberec, finalista del Concorso internazionale di Antonín Dvořák a Carlsbad e del Concorso dei conservatori. Nel 2005 a debuttato a Pilsen nel ruolo di Mařenka nella Sposa venduta. Svolge una ricca attività concertistica.

Radomír Melmuka, dall’anno 1965 ordinario e responsabile della cattedra di pianoforte al Conservatorio di Praga, appartiene ai superbi suonatori di piano che hanno iniziato la propria carriera concertistica e pedagogica negli anni ’60 dello scorso secolo. Inizialmente, con una professione di contabile addetto alle paghe, con maturità all’Accademia Commerciale, ha intrapreso gli studi di pianoforte prima presso il Conservatorio di Praga e dopo la licenza, nell’anno 1962, nella classe dei proff. Rauch e Páleníček presso AMU di Praga. Ha partecipato a una lunga serie di concorsi di pianoforte (è stato il primo nel dopoguerra a partecipare dalla Rep. Ceca a uno dei più famosi concorsi in Italia – A. Casella di Napoli – 4° premio) è uno dei giurati più ricercati dei concorsi internazionali per pianoforte (Napoli, Milano, Monza, Seregno, Trapani, Enna, Pescara, Aosta, Palermo – Italia, poi Porto, Madrid, Mosca, Johannesburg, Sydney, Tokyo). Insieme con la moglie Helena nel 1965 ha fondato “České klavírní duo” (Duetto di pianoforte ceco), tournée in Europa, Sud America, India, Giappone, Hong Kong, Iran, Egitto, Sud Africa, tournée con la Filarmonica Ceca, FOK, Filarmonica Košice a Bratislava; registrazioni Supraphon, Ricordi. Tiene le classi di perfezionamento a Rimini, Napoli, Madrid. I suoi allievi del Conservatorio di Praga sono vincitori di una serie di concorsi internazionali pianistici. Per lunghi anni maestro accompagnatore dei solisti dell’Opera del Teatro Nazionale di Praga (Haken, Blachut, Dvořáková, Horáček, Soběhartová, Denygrová).

 

Written by caterina

Maggio 26, 2008 alle 2:39 pm

Pubblicato in Concerti

UP and DOWN Commedia che vi farà piangere Dramma che vi farà ridere 27 Aprile 2005

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UP and DOWN
Commedia che vi farà piangere Dramma che vi farà ridere
27 Aprile 2005, ore 20.30
Florence, Sala Esse, Via del Ghirlandaio 38

Regia: Jan Hřebejk
Sceneggiatura: Petr Jarchovský
Musica: Aleš Březina
 

La coppia Hřebejk – Jarchovský collabora con successo da tantissimi anni e i loro film riscontrano sempre successo del pubblico e della critica non solo nella Repubblica Ceca, ma anche in altri paesi europei e negli Stati Uniti: oltre alla nominazione a Oscar per il miglior film straniero con “Divided We Fall” i film di Hřebejk sono sempre pluripremiati in altri festival europei. Il recente „Up and Down“, che proponiamo per la proiezione fiorentina, ha già ricevuto riconoscimenti al Festival di Tallinn (Estonia), fu scelto dall‘Accademia Cinematografica Ceca per rappresentare il suo paese all‘Oscar 2005 e ha ben 12 nominazioni per il Premio Nazionale „Leone Ceco“ (corrispondente dell‘italiano „Davide di Donatello“). I film di Hřebejk trattano sotto il primo piano comico sempre dei temi seri: il musical „Big Beat“ il totalitarismo degli anni Cinquanta, „Cosy Dens“ l‘invasione sovietica nel 1968, „Divisi falliremo“ l‘olocausto, „Pupendo“ la normalizzazione nella Republica Ceca degli anni Settanta. Il regista ceco riconosce come corrente cinematografica a lui vicina quella brittanica di Mike Leigh („Secrets and Lies“) e di Stephan Daldry („Billy Elliot“), oltre ai grandi W. Allen e M. Forman. Comunque la sua più grande ispirazione non è quella che si può vedere in cinema ma quella che si vede tutti i giorni attorno a noi.

“Up and Down” è ambientato nella Praga di oggi: le storie tragicomiche delle amicizie e degli amori, persi e ritrovati, ma anche della paura dello sconosciuto e della xenofobia che oggi attraversa non solo i paesi del centro Europa.

La proiezione fiorentina del film “Up and Down”, alla quale saranno presenti tutti e tre autori, è un ottima occasione di presentare in Italia i frutti della cinematografia ceca contemporanea la quale ha trovato la sua strada già in numerosi paesi europei e negli Stati Uniti ma di cui il pubblico italiano conosce solo alcuni film di Miloš Forman e il recente “Kolja” di Jan Svěrák.

 

Written by caterina

Maggio 26, 2008 alle 2:37 pm

Pubblicato in Spettacoli